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In questa lettura troverai:
- 1. La fase dell’autoaffermazione.
- 2. Cambiamo il nostro sguardo.
- 3. Come l’ambiente ci viene in soccorso.
- 4. Cosa possono fare i genitori a casa?
- 5. Una grande opportunità.
Spesso bambini e bambine vivono intensamente la fase dei cosiddetti “terribili due”. E noi adulti con loro.
Vediamo come la preparazione indiretta dell’ambiente domestico può favorire questa delicata fase di crescita.
“Io!”, “Mio!”, “No”, “No”, “No!”
Chiunque si relazioni a bambine e bambini tra i diciotto mesi e i tre anni circa, avrà probabilmente sentito pronunciare queste parole, tante, tante volte al giorno.
Questo perché nei cosiddetti (spesso incompresi e fraintesi) “terribili due”, traduzione dall’inglese dei terrible two, emerge l’imposizione della propria individualità.
La fase dell’auto affermazione
Per gli “addetti ai lavori” questa fase di sviluppo corrisponde al periodo dell’”autoaffermazione”: una delle più importanti fasi di crescita nella quale bambini e bambine capiscono di essere delle persone a sé dalle figure genitoriali ed iniziano a sperimentare ed imporre la loro autonomia, indipendenza, volontà.
Accompagna questa fase il sorgere del pronome “Io”. Questa spinta verso l’indipendenza non è lineare e non avviene con facilità. Spesso bambini e bambine attraversano momenti di intense crisi emotive che oscillano tra il desiderio di una completa indipendenza “faccio tutto da me”, a momenti in cui rifiuteranno di fare qualsiasi cosa e necessiteranno la nostra presenza e vicinanza, in maniera totalizzante.
Cambiamo il nostro sguardo
Lungi dal volerci sfidare (come si è ritenuto per molto tempo), bambini e bambine andrebbero osservati sotto una lente diversa: sono scopritori e scopritrici di un mondo che non conoscono, compresi loro stessi.
Quello che a volte noi adulti percepiamo come una sfida o una opposizione, è in realtà, il loro modo di iniziare a capire come funzionano le relazioni e quali sono le modalità di abitarle.
Con uno sguardo diverso, osserviamo come l’espressione dell’Io avviene spesso in modo intenso, burrascoso.
Urla, cambiamenti repentini di umore, “perdita delle staffe” per motivi a noi incomprensibili o futili possono essere all’ordine del giorno.
Può aiutare a cambiare lo sguardo in queste situazioni: invece di sentirci messi alla prova (anche se internamente ci sentiamo così e facciamo fatica) proviamo a pensare a come possiamo accompagnare piccoli e piccole in questi momenti di tempesta.
Come l’ambiente ci viene in soccorso
Maria Montessori riteneva che l’ambiente fosse il terzo attore nella relazione educativa (gli altri due sono, of course, bambini, bambine e adulti).
La preparazione indiretta di esso ci viene in aiuto nel soddisfare alcuni bisogni di crescita.
In questa fase, in particolare, preparare l’ambiente affinché possano esprimersi e fare da soli, per affermare e praticare la loro autonomia e la loro indipendenza, può rivelarsi una strategia educativa efficace.
Bambini e bambine hanno bisogno di libertà per scoprire, provare, sperimentare e sbagliare.
Nella nostra società performante, dove è il risultato l’unico scopo, questo approccio può risultarci obsoleto.
In realtà i bambini e le bambine hanno un bisogno intrinseco di sentire il controllo su sé stessi, e traggono grande soddisfazione nel riuscire a fare le cose da soli. Per loro la gioia è nel processo. Questo include anche capire e scoprire come funzionano le cose, sbagliando.
Molte volte noi adulti sentiamo l’esigenza di rimediare allo sbaglio o di anticipare i bisogni dei piccoli.
Facciamo un passo indietro.
Cosa possono fare i genitori a casa?
Osservate la vostra casa e gli spazi che utilizzano bambini e bambine: mettetevi alla loro altezza e riflettete sul come poterli mettere nella condizione di fare da soli.
Bambini e bambine hanno bisogno di ordine e costanza per praticare l’indipendenza.
Ecco alcuni accorgimenti:
- rendete l’ambiente facilitante per soddisfare questi bisogni
- mettete giochi sempre allo stesso posto
- ripetete tutti i giorni la stessa routine
- rispettate le stesse regole
- limitate i NO alle cose veramente necessarie (tipo motivi di sicurezza e incolumità)
- ritagliate dieci minuti in più per consentire al bambino e bambina di avere più tempo per mettersi le scarpe e/o vestirsi
- fornite vestiti comodi che possano esercitare a togliere e mettere
- coinvolgeteli nelle attività familiari facendoli sentire parte del gruppo: caricare panni nella lavatrice, accoppiare calzini puliti, piegare tovaglioli, ecc.
- offrite possibilità di scelta in un range di opzioni selezionate precedentemente da voi: fateli scegliere cosa indossare tra due opzioni e fategli preparare vestiti per il giorno successivo
- predisponete degli ambienti nella casa per il bambino e la bambina: un attaccapanni (anche un gancio va bene, a seconda degli spazi), una cesta per le scarpe, un piccolo specchio per osservarsi prima di uscire, soffiare il naso, mettere cappello e sciarpa, pettinarsi, ecc.
Una grande opportunità

Ricordate che anche seguendo alla lettera tutti gli spunti educativi sopra indicati ci saranno giornate più facili ed altre più faticose.
Il percorso di crescita non è lineare ed è influenzato da tanti fattori: fisiologici, ambientali ecc. e dal temperamento unico di ogni bambino e bambina nonché da come ci sentiamo noi adulti.
“I terribili due” sono una fase di crescita ed in questa fase iniziano (a volte faticosamente) ad imparare che non sempre le cose vanno come vorrebbero. E questo vale anche per noi adulti.
A ben penarci è una fase di grande opportunità educativa.
Mantenere vivo lo sguardo sulla relazione e osservare come i piccoli e le piccole di casa crescano e cambino, con il tempo e le esperienze, dovrebbero avere un posto d’onore.
Bambini e bambine sono persone che nella crescita hanno bisogno di sperimentare ed esplorare. Sono protagonisti e protagoniste ed apprendono attraverso i sensi: ricordiamoci che l’ambiente può essere particolarmente utile in questo percorso.

Aiutami a fare da solo.
Maria Montessori
Bibliografia
Alli Beltrame, Arrabbiati per bene. Come trasformare la rabbia in un superpotere educativo, Mondadori, Milano, 2023
Alvaro Bilbao, Il cervello dei bambini spiegato ai genitori, Salani Editore, Milano, 2017
Grazia Honegger Fresco, Sonia Coluccelli, Gioca e impara con il metodo Montessori. I sì e i no che contano. La libertà incontra la disciplina, RCS MediaGroup S.P.A., Milano, 2019
Grazia Honegger Fresco, Gioca e impara con il metodo Montessori. Voglio fare da solo. Il bambino tra protezione e autonomia, RCS MediaGroup S.P.A., Milano, 2019
Fabio Porporato, Perché lo fai, In dialogo, Milano, 2023
Maria Montessori, La mente del bambino, Garzanti, Milano, 1952
Maria Montessori, Il segreto dell’infanzia, Garzanti, Milano 1990
Maria Montessori, La scoperta del bambino, Garzanti, Milano, 1991
Maria Montessori, Dall’infanzia all’adolescenza, FrancoAngeli, Milano, 2016
Paolo Moretti, Annalisa Perino, Manuale per genitori imperfetti. Dall’alimentazione al sonno, dai capricci al linguaggio: le risposte degli esperti di Uppa a tutti i dubbi, Sperling & Kupfer, Milano, 2022
Simone Davies, Il Bambino Piccolo Montessori. Crescere un essere umano curioso e responsabile, Torino, Il Leone Verde, 2019, p.6-7
Simone Davies, Junnifa Uzodike, Il Bebé Montessori. Crescere il bambino nel primo anno di vita con amore, rispetto ed empatia, Torino, Il Leone Verde, 2021

