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In questa lettura troverai:
- Introduzione: la scuola come spazio di formazione civile.
- L’abbigliamento come veicolo di stereotipi.
- L’importanza del quotidiano nei processi educativi.
- Scelte scolastiche condizionate dal grembiule.
- Oltre il gusto personale: un’azione educativa necessaria.
La scuola, in quanto servizio pubblico e spazio di crescita, ha il dovere di promuovere una formazione libera da stereotipi di genere. Non possiamo accettare che, ancora oggi, bambine e bambini — persone a tutti gli effetti, anche se piccole — vengano costretti a “indossare” ruoli predefiniti e limitanti.
Ricordiamoci che, tra i vari compiti che la scuola è chiamata a fare, c’è la formazione di cittadini e cittadine.
Si parla molto dei grandi temi dell’educazione, ma spesso si dimentica che il cambiamento passa prima di tutto dalla quotidianità e dall’ordinario. Da quello che giorno dopo giorno si fa, dai rituali.
Anche da ciò che appare marginale, come i vestiti. Ma l’abbigliamento non è mai solo estetica: è linguaggio. Comunica messaggi, veicola aspettative, definisce regole implicite.
Il rituale della vestizione del grembiule, spesso stereotipato nei colori rosa/celeste, cosa comunica nel breve, medio e lungo termine? A quali simboli afferisce?
Qual è l’immaginario che contribuisce a reiterare?
Conosco famiglie che scelgono una scuola piuttosto che un’altra in base all’uso (o meno) del grembiule. Questo dimostra quanto l’abbigliamento venga percepito come parte integrante del progetto educativo.
Tuttavia, non sempre è possibile scegliere, per ragioni logistiche, economiche o territoriali.
Attraverso ciò che si indossa, si imparano — e spesso si impongono — modi di essere, confini invisibili tra ciò che è considerato accettabile e ciò che non lo è.
Per questo, al di là del gusto personale, superare certi schemi vestimentari diventa un atto educativo vero e proprio: va pensato, progettato e praticato intenzionalmente.
Colui che apre la porta di una scuola, chiude una prigione.
Victor Hugo
In questa sede, prigioni anche in senso lato, of course.

