Accompagnare la scelta della scuola secondaria di secondo grado: il ruolo dei genitori oggi

In questa lettura troverai:

  1. Introduzione
  2. Perché questa scelta è così significativa
  3. Il ruolo dei genitori nell’adolescenza: un cambio di paradigma
  4. Aggiornare il “software educativo”
  5. Come accompagnare i figli nella scelta: indicazioni pratiche
  6. Le pressioni invisibili e il peso delle parole
  7. Fidarsi dei processi evolutivi
  8. Conclusione
  9. Bibliografia essenziale

1. Introduzione

La scelta della scuola secondaria di secondo grado rappresenta per ragazzi e ragazze uno dei primi atti pubblici di autonomia. Non si tratta solo di individuare un percorso di studi, ma di riconoscere i propri interessi, immaginare il futuro, misurarsi con aspirazioni e limiti, confrontarsi con paure e desideri.

Per i genitori, questo passaggio porta con sé una trasformazione altrettanto importante: l’ingresso in un nuovo modo di accompagnare la crescita, che richiede meno direzione e più fiducia.


2. Perché questa scelta è così significativa

A 13–14 anni, ragazzi e ragazze vivono un momento cruciale nella costruzione dell’identità personale. I loro interessi stanno cambiando, le motivazioni si consolidano o si trasformano, emergono talenti e fragilità.

È per questo che la scelta della scuola superiore dovrebbe essere principalmente la loro:

  • riguarda il loro presente e il loro futuro,
  • influisce sul benessere quotidiano,
  • condiziona la motivazione che li sosterrà nei successivi cinque anni,
  • favorisce lo sviluppo della responsabilità e della capacità decisionale.

Quando i genitori decidono al posto dei figli, il rischio è di privarli di un importante esercizio di autodeterminazione.


3. Il ruolo dei genitori nell’adolescenza: un cambio di paradigma

Attorno a questa età, la genitorialità evolve: ciò che nella scuola secondaria di primo grado poteva funzionare — guidare, proporre, proteggere — ora richiede un ribaltamento.

Il compito educativo non è più decidere per, ma stare accanto.
Accompagnare significa:

  • aiutare a esplorare possibilità,
  • sostenere nell’ascolto delle proprie inclinazioni,
  • facilitare la comprensione delle opzioni,
  • lasciare progressivamente spazio decisionale.

In altre parole, la presenza dei genitori resta fondamentale, mentre la loro decisione lo è sempre meno.


4. Aggiornare il “software educativo”

L’adolescenza cambia le coordinate emotive, cognitive e relazionali. Per questo chiede ai genitori una vera e propria revisione degli strumenti educativi.

Aggiornare il “software educativo” significa:

  • praticare un ascolto più profondo, senza anticipare risposte;
  • porre domande che aprono possibilità (“Cosa ti immagini?”, “Cosa ti incuriosisce?”);
  • ridurre la protezione e aumentare la fiducia, accettando che sperimentare è parte della crescita;
  • riconoscere i segnali di autonomia e favorirli senza paura.

L’obiettivo non è orientare verso “la scuola giusta”, ma sostenere la capacità di prendere decisioni consapevoli.


5. Come accompagnare i figli nella scelta: indicazioni pratiche

Il supporto concreto dei genitori può rivelarsi decisivo, purché avvenga senza invadenza:

  • Visitare insieme gli open day, lasciando che siano loro a osservare, fare domande, percepire gli ambienti.
  • Chiedere cosa li entusiasma, evitando di concentrarsi solo su ciò che “conviene”.
  • Offrire informazioni, non soluzioni già pronte.
  • Accogliere paure e dubbi, senza minimizzarli né giudicarli.
  • Ricordare che la motivazione deve essere la loro: sono loro a vivere ogni giorno in quella scuola, non noi.

A volte basta poco per fare la differenza: un atteggiamento aperto, un ascolto sincero, uno sguardo che trasmette fiducia.


6. Le pressioni invisibili e il peso delle parole

Anche quando non intenzionali, alcuni messaggi possono orientare fortemente le scelte.
Frasi come:

  • “Saresti portato per…”
  • “Quella è la scuola migliore…”
  • “Con questo indirizzo avrai più possibilità…”

possono pesare più di molte argomentazioni razionali.

È importante usare parole che aprono, non che restringono.
Il rischio è che ragazzi e ragazze cerchino di compiacere le aspettative, soffocando desideri o talenti propri.

Una buona domanda guida può essere:
“Sto parlando per aprire strade o per chiuderle?”


7. Fidarsi dei processi evolutivi

La scelta della scuola superiore non deve essere perfetta, definitiva o risolutiva. I percorsi possono cambiare, evolvere, intrecciarsi. La flessibilità del sistema scolastico e le nuove forme di orientamento permettono oggi passaggi più fluidi rispetto al passato.

Ciò che davvero conta è che i ragazzi si sentano:

  • sostenuti,
  • incoraggiati,
  • non sostituiti nelle decisioni.

Come ricorda una riflessione pedagogica attuale:

“Non possiamo evitare ai figli l’incertezza del futuro. Possiamo però aiutarli a costruire gli strumenti per attraversarla.”


8. Conclusione

Scegliere la scuola secondaria di secondo grado è un passo fondamentale verso l’autonomia e la costruzione del sé.

In questo cammino, il ruolo dei genitori è prezioso: non per decidere, ma per garantire le condizioni in cui la decisione possa emergere in modo autentico.
Ascolto, fiducia, informazioni chiare e una presenza discreta costituiscono il vero accompagnamento educativo.

I figli cammineranno con le proprie gambe. Ai genitori spetta il compito di creare il terreno sicuro da cui partire.


9. Bibliografia essenziale

  • Pellai, A. & Tamborini, B. (2021). L’età dello tsunami. De Agostini.
  • Erikson, E. H. (1993). Identità e ciclo di vita. Armando Editore.
  • Bruner, J. (1997). La cultura dell’educazione. Feltrinelli.
  • Canevaro, A. (2020). I compiti degli adulti. Erickson.
  • Galimberti, U. (2007). L’ospite inquietante: l’adolescente e il nichilismo. Feltrinelli.
  • Montessori, M. (2020). Educazione e pace. Garzanti.

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