Tempo di lettura stimato: 5 minuti
Immaginazione e fantasia non sono sinonimi, anche se spesso vengono usati come tali, specialmente quando si parla di pedagogia Montessori. Comprendere la differenza è fondamentale per accompagnare in modo più consapevole la crescita dei bambinə.
Immaginazione e fantasia: non la stessa cosa
Partiamo dalle basi: l’immaginazione è un prodotto della nostra mente, nasce dall’esperienza diretta e dal modo in cui elaboriamo ciò che viviamo. La fantasia, invece, è un prodotto della mente di qualcun altro, che ci viene proposto attraverso storie inventate, personaggi immaginari o mondi di pura finzione.
Questa distinzione diventa centrale soprattutto nella fascia 0-6 anni, il cosiddetto primo piano di sviluppo descritto da Maria Montessori. In questo periodo, la mente del bambino è concreta e il suo apprendimento è di tipo sensoriale, basato sull’osservazione e sull’esperienza reale.
Ecco perché la pedagogia Montessori promuove l’immaginazione fino ai 5-6 anni circa, come ponte naturale tra esperienza concreta e pensiero simbolico. Solo successivamente, quando la mente è pronta ad astrarre, si apre la strada alla fantasia come forma di creatività più libera e inventiva.
Come stimolare l’immaginazione nei bambini piccoli
Ma come favorire concretamente l’immaginazione, rispettando i bisogni del bambino? Ecco due spunti educativi pratici:
- Attraverso libri, illustrazioni e giochi vicini alla realtà. Non serve proporre mondi irreali: un libro fotografico sugli animali, un puzzle che riproduce frutta e verdura, un set di costruzioni che imita oggetti d’uso quotidiano sono strumenti che nutrono l’immaginazione partendo dal reale.
- Parlando di ciò che possono vedere, toccare ed esplorare. Una passeggiata all’aperto, un frutto da sbucciare insieme, l’osservazione di un insetto che cammina: tutto ciò che i bambini vivono attraverso i sensi diventa materiale prezioso per costruire immagini mentali e collegamenti significativi.
Il ruolo degli adulti: un invito alla consapevolezza
Spesso noi adulti proponiamo letture, giochi e storie perché piacciono a noi: ci ricordano la nostra infanzia, rispondono a un bisogno di condivisione o, talvolta, alle nostre stesse esigenze. È comprensibile, ma rischia di spostare il focus dai bisogni reali dei bambini a quelli emotivi dei genitori.
L’approccio Montessori ci invita invece a osservare e rispettare i tempi evolutivi. Fino ai 5-6 anni, è l’immaginazione a meritare attenzione e nutrimento. Successivamente, quando la mente del bambino avrà consolidato il legame con la realtà e sarà pronta ad astrarre, la fantasia potrà fiorire senza rischi di confusione, diventando uno strumento di creatività, gioco simbolico e invenzione.

Educare all’immaginazione significa offrire ai bambini radici solide nella realtà. Educare alla fantasia, successivamente, significa offrire loro ali per volare oltre. Entrambe sono preziose, ma vanno accolte nei tempi giusti, rispettando lo sviluppo naturale di ciascun bambino.

Bibliografia
Montessori, M. (1952). La mente del bambino. Mente assorbente. Milano: Garzanti.
Montessori, M. (1949). Educazione e pace. Milano: Garzanti.
Montessori, M. (1936/2020). Psicoaritmetica. Roma: Opera Nazionale Montessori.
Montessori, M. (1936/2020). Psicogeometria. Roma: Opera Nazionale Montessori.
Montessori, M. (1936). Il segreto dell’infanzia. Milano: Garzanti.
Lupica Spagnolo, P. (2018). Il bambino è il maestro. Vita di Maria Montessori. Milano: Mondadori.
Trabalzini, P. (2011). Maria Montessori e la pedagogia scientifica. Brescia: La Scuola.

